Stagione sportiva 2019-20: a Natale un calcio alla sfortuna

Settembre 2019, il gruppo sportivo Duomo è ripartito. Tradizionale S. messa in parrocchia, tradizionale
presentazione sul magnifico campo sintetico a 7, tradizionale pranzo a base di galletto ai ferri.
E poi ancora e come sempre tanto da fare: 12 squadre, 200 ragazzi: dai 5 anni dei piccoli amici ai 25 di
qualche “vecchio” della prima squadra. Ma anche allenatori, dirigenti e tanti, tanti genitori. Molti che
capiscono al volo lo stile “Duomo”, qualcuno che fatica a digerire qualche sconfitta di troppo o qualche
partita in panchina del proprio campioncino.
E anche quest’anno una (solita) grande sfida, sempre nuova, sempre più difficile: infatti le tre squadre
maggiori sono state ammesse ai campionati regionali, e tutte composte quasi al completo da atleti da
sempre targati Duomo.
Il “mercato” per il Duomo è stato quasi inesistente, solo qualche acquisto (gratuito) di qualche ragazzo della
città che ha deciso di venire con noi. Nessuno che venga da squadre blasonate, nessun fenomeno.
Qualcuno dice che abbiamo fatto il passo più lungo della gamba, molti lo pensano, qualche volta lo
pensiamo anche noi. Eppure il Duomo calcio è, ed è sempre stato da oltre 45 anni, questo.
L’obiettivo primario è far crescere in un ambiente sano e con dei valori i piccoli, tanti, a costo di saturare
tutti i vani degli spogliatoi delle due strutture di Sacro Cuore e Tassina. E poi gli stessi ragazzini così
cresciuti, portarli nelle squadre maggiori, magari conquistando anche campionati regionali o di categoria.
Se si guardano le classifiche della nostre tre squadre maggiori: allievi regionali (15-16 anni), juniores
regionali (17-18 anni) e seconda categoria (media di 20 anni), si viene colti da una certa ansia. Ce la faremo
a salvarci e rimanere in campionati così competitivi?
Certo se si guarda che siamo solo una delle diverse società della città, nata come gruppo parrocchiale,
senza sponsor se non qualche genitore o qualche azienda locale che paga le maglie nuove, possiamo dire a
buona ragione di averne fatta di strada.
Ma crediamo in quello che facciamo, crediamo nei nostri ragazzi e nei nostri allenatori, e crediamo di
meritare anche un po’ di buona sorte. Ci siamo aiutati da soli a sufficienza, ora secondo il proverbio,
toccherebbe al cielo darci una mano.
Arriverà Natale, fine girone di andata, finalmente un po’ di riposo e un po’ di gioia assieme, un torneo di
Natale e poi una cena Venerdì 20 con una lotteria e tantissimi premi.
L’occasione per guardarci in faccia tutti, contarci, vedere quanto lavoro di educazione e di sport è stato
fatto in questi mesi, da grandi e piccoli, tutti tre o quattro volte la settimana, spesso sotto la pioggia
insistente.
L’occasione per pensare insieme al significato del Natale, e, se ci è consentito, dare un calcio alla sfortuna.

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