Che abbia vinto o no.

Il 17 maggio 2015 c’è la festa del calcio Duomo, alle 10 la Messa e poi alle 11 in teatro Duomo l’assemblea.
Quest’anno il titolo della festa dice tutto sul calcio Duomo: “che abbia vinto o no”.


C’è infatti chi ha vinto:
hanno vinto gli Allievi nati nel 1999, ripetendo incredibilmente la vittoria del campionato scorso; hanno vinto Diego e Gianluca loro allenatori e Antonio loro dirigente;
hanno vinto quei ’98 che con umiltà ed entusiasmo li hanno affiancati nelle ultime determinanti partite;
hanno vinto i genitori di questi nostri atleti che hanno caparbiamente voluto restare al Duomo, puntando sul gruppo più che sulle qualità di ciascuno dei giocatori, ed hanno avuto per il secondo anno ragione.
Ma in tanti non hanno vinto:
non hanno vinto i primi calci che in più di 40 hanno giocato tante partite, 5 vinte, 5 perse e delle altre non sanno bene il risultato. Certo, hanno un po’ vinto i loro allenatori, perché 40 così piccoli (e bravi) il Duomo non li aveva mai avuti;
non hanno vinto i pulcini, quelli che giocano a 5, a 6 e a 7, anche se tutti hanno imparato tanto, tutti hanno giocato tanto (addirittura si è sdoppiata una squadra), qualche volta ci si è messa la sfortuna, e quel che più conta è che a quell’età si deve imparare e non vincere;
non hanno vinto gli esordienti a 9 e a 11, anche se a dire la verità ne hanno vinte parecchie di partite, testimoniando così che la scuola calcio Duomo è davvero una scuola;
non hanno vinto i giovanissimi, pur avendo giocato qualche partita molto buona e avendo saputo integrarsi tra loro per formare un gruppo unito, non ancora pronto per vincere sempre, ma unito.
non hanno vinto gli juniores che tuttavia sono arrivati quarti, giocando con giocatori molto giovani e andando comunque a rinforzare di volta in volta la prima squadra e gli allievi;
e non ha vinto la prima squadra, che ha preso qualche scoppola di troppo e tuttavia ha fatto il record dei punti totalizzati nei diversi anni. Quest’anno finalmente al Duomo tutti hanno sentito loro questa squadra giovane che ha offerto ai più piccoli cinque bravi giovani allenatori;
Come si vede si è vinto, ma anche tanto no.
Ma al Duomo il 17 maggio è festa per tutti, perché questa vittoria è la vittoria di un modo di educare, di insegnare calcio, di far crescere tutti i ragazzi che ci vengono affidati, di puntare sul gruppo senza trascurare nessuno; che si vinca o no.
La coppa di campioni provinciali e la coppa disciplina (che premia il comportamento esemplare della squadra allievi) sono e devono essere un segnale per quando verrà, e come se verrà, il tempo delle delusioni, delle sconfitte, di qualche polemica; un segnale per ricordarci che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta. Che si vinca o no.