Tutti in parrocchia – Articolo su IL CALCIO ILLUSTRATO

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“Conosciamo da vicino il GS Duomo di Rovigo, dove il volto più sano dello sport convive con una struttura societaria ben organizzata, solida e indipendente.
Tutti in parrocchia. Affiorano subito i ricordi di un calcio d’altri tempi, “leggero”, se vogliamo anche poco organizzato. Non al GS Duomo di Rovigo, però, dove lo sport si pratica ancora in modo sano, alla “vecchia maniera”, ma dietro c’è anche una società strutturata, indipendente, solida. E pure vincente, specie a livello di settore giovanile. Pianificazione e territorialità, questo è il segreto. Parliamo di questa bella realtà della nostra regione con Enrico Chiarion, Presidente del Duomo.

Presidente, innanzitutto, ci dà qualche coordinata in più sulla società?

Il Gruppo Sportivo Duomo opera in quartiere di Rovigo, ma coinvolge anche ragazzi di quartieri e comuni limitrofi. Come Scuola Calcio Èlite, ovviamente, svolgiamo attività in tutte le categorie giovanili, cui vanno aggiunte le squadre Juniores e di Terza Categoria, per un totale di oltre 200 tesserati Figc quest’anno. La società è impegnata anche in altre due discipline, ovvero judo e rugby, e collabora con l’associazione Amici del cuore di Rovigo per la prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Per quanto riguarda il calcio, l’attività si svolge in due impianti, entrambi parrocchiali. dotati di spogliatoi, luci, campi di allenamento e due campetti sintetici. Tutti gli investimenti migliorativi sono stati e restano a carico del gruppo sportivo: manca uno sponsor, e questo rende faticoso far quadrare i bilanci, ma rende noi dirigenti più liberi nelle scelte.

La vostra storia è cominciata nel lontano 1973: la filosofia del club è cambiata nel frattempo oppure principi e valori sono gli stessi degli inizi?

La nostra filosofia non è mai cambiata: fare sport, al meglio, per tutti, tenendo conto delle persone, sia degli atleti che allenatori e dirigenti (tutti dotati delle chiavi, e informati di tutto, ndr).
La parrocchia è sempre presente, dalla Santa Messa di inizio attività, a quella di chiusura – cui partecipa tutto il GS Duomo senza differenze di età o nazionalità -, fino alle riunioni periodiche con il parroco, che viene a visitare le nostre strutture e che sono per motivi burocratici non è più il Presidente.

Quest’anno avete deciso di iscrivere le vostre formazioni Juniores e Allievi ai campionati regionali Figc. Cosa vi ha spinto ad accettare una sfida tanto affascinante quanto impegnativa?

Non è stata una scelta facile, ma doveva succedere, dato che i due gruppi (Allievi 1999 e Juniores 1998, ndr) già da diversi anni stavano ben figurando a livello provinciale. In particolare i ragazzi del ’99, che due anni fa hanno vinto il campionato Giovanissimi battendo in finale il Rovigo (poi iscrittosi al campionato regionale in ragione della nostra rinuncia, ndr) e la scorsa stagione si sono ripetuti in quello Allievi. A questo punto la sfida andava accettata, iscrivendo anche la Juniores per dare continuità al gruppo.

Insomma, una nuova “missione” per il GS Duomo.

Diciamo che la “missione” si è notevolmente complicata… Il dilemma era: privilegiare i migliori o far giocare un po’ tutti, con il rischio di retrocedere? Per fortuna, da sempre abbiamo puntato su una squadra, o meglio, un “gruppo” per annata, e questo ci ha permesso di ricorrere solo in minima parte al “mercato”.

Programmazione e territorialità: sono queste le vostre parole chiave?

Non abbiamo pulmini per cui i nostri atleti sono per il 90% del territorio. E puntiamo sui giovani: basti pensare che la nostra Terza Categoria ha l’età media più bassa del campionato e buona parte degli atleti proviene dal settore giovanile. Senza contare, poi, che molti di questi ragazzi sono anche allenatori delle nostre squadre minori. Ecco, questa è la vera forza del Duomo: un gruppo di giovani mister, molto affiatati, sostenuto da alcune figure d’esperienza, sia a livello tecnico che dirigenziale. Per il resto, l’ordine è prepararsi sempre al meglio, battersi con lealtà e, se possibile, anche con un po’ di stile: a volte ci riusciamo.

Il GS Duomo è attivissimo sul campo, ma anche fuori non è da meno. Ci racconta qualcosa del vostro impegno nel sociale?

Il nostro gruppo sportivo gestisce, per conto della parrocchia, il centro giovanile “Alberto Marvelli”, che è inserito in una delle due strutte sportive. In questo centro, dotato di segreteria, cucina industriale e bar, si tengono le riunioni sportive, ma anche catechismo, doposcuola, scuola di musica, corsi di lingue e un’animazione estiva polisportiva che riscuote grande successo in città. Negli ultimi anni, inoltre, ci siamo avvicinati all’associazione “Amici di Elena” che promuove attività per ragazzi disabili, così all’interno del centro è nato un corso di informatica per disabili  soprattutto un corso di cucina, che ha prodotto risultati molto apprezzati, tanto da far pensare a opportunità lavorative per questi ragazzi meno fortunati.
Accanto a queste, ci sono tante altre iniziative, tra cui ricorderei le visite ai piccoli malati della Pediatria dell’ospedale cittadino, per donare gadget e materiale sportivo, e la partecipazione al fondo di solidarietà della fondazione CaRiPaRo, finalizzata all’assunzione lavorativa di un ragazzo nigeriano che da due anni so occupa dei nostri campi di gioco.

A proposito di gioco, quest’anno dove possono arrivare le squadre del GS Duomo?

A livello provinciale, il nostro obiettivo rimane quello di costruire gruppi validi, dai Piccoli Amici alla Terza categoria. Gruppi numerosi, che giochino un buon calcio, con alcune linee comuni a tutte le squadre e che non necessariamente vincano. Sappiamo bene che otto Pulcini selezionali batteranno sempre nei tre tempi i nostri 18, ma sappiamo anche aspettare fino a quando i nostri 18 saranno Allievi.
Per le due squadre regionali invece, la voglia è di rimanere in quei campionati, con due problemi da risolvere, per ora: che gli Juniores si salvino, e che gli Allievi.. non facciano troppo bene! Staremo a vedere, come sempre, senza drammi.”

Intervista al nostro presidente Enrico Chiarion da:
Il calcio illustrato – Edizione Veneto – Gennaio 2016
Nella sezione “Voci dal territorio” – Società storiche